Bollo Auto 2028: Cosa Cambia
Bollo Auto 2028: la Riforma Spiegata in Parole Semplici
Il 5 agosto 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che cambia le regole del bollo auto in Italia. Il testo definitivo deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, quindi qualche dettaglio potrebbe ancora cambiare. Ma la sostanza è già chiara: da qui al 2028 cambierà come e quando si paga il bollo, non quanto. Vediamo tutto in parole semplici, senza tecnicismi.
Cosa non cambia nel bollo auto
Partiamo da quello che interessa davvero a tutti: il portafoglio. E qui la risposta è semplice: nessuna novità.
La riforma non tocca:
- gli importi da pagare
- i criteri di calcolo: potenza del motore indicata sul libretto, classe ambientale Euro, tariffe fissate dalle Regioni
- le maggiorazioni per le auto sopra i 100 kW
- il superbollo per le vetture più potenti
- le esenzioni nazionali, inclusa quella di 5 anni per le auto elettriche
Chi temeva un aumento mascherato da "semplificazione" può stare tranquillo. Chi sperava in uno sconto, invece, resterà deluso: qui si tocca solo la burocrazia.
Cosa cambia davvero dal 2028
Addio alle scadenze fisse di aprile, agosto e dicembre
Da sempre, per le auto con più di 35 kW di potenza, il bollo scadeva in una delle tre finestre fisse dell'anno: aprile, agosto o dicembre, in base alla lettera della targa. Un sistema vecchio e macchinoso, che quasi nessuno ricorda a memoria.
Dal 1° gennaio 2028 questo sistema sparisce per le auto immatricolate da quella data in poi. Il bollo seguirà semplicemente il mese di immatricolazione dell'auto, come già avviene da anni in Lombardia e Piemonte.
Come funziona il primo pagamento
Un esempio pratico aiuta a capire. Un'auto immatricolata il 20 giugno 2028 dovrà pagare il primo bollo entro il 31 luglio 2028, cioè entro l'ultimo giorno del mese successivo alla targa. Dal secondo anno in poi, la scadenza si fissa al 30 giugno di ogni anno: l'ultimo giorno del mese di immatricolazione.
Chi ha già un'auto immatricolata prima del 2028 non deve fare nulla: la scadenza resta quella di sempre, senza passaggi automatici al nuovo sistema.
Pagamento a rate: possibile, ma non per tutti
Le Regioni potranno decidere di introdurre, per alcune categorie di veicoli, il pagamento del bollo ogni quattro mesi invece che una volta l'anno. Non sarà una rateizzazione automatica valida ovunque: ogni Regione dovrà attivarla con una propria norma, quindi non è detto che arrivi dappertutto allo stesso modo.
Cosa cambia per chi vende o compra un'auto usata
Due novità toccano da vicino chi vende, compra o rottama un'auto usata.
Il bollo resta dovuto anche con l'auto sotto fermo fiscale. Se l'agente della riscossione blocca un veicolo per debiti, l'auto non può circolare, ma il bollo continua comunque a maturare: il fermo blocca la macchina, non l'obbligo di pagamento.
Passaggio a un concessionario o commerciante: la sospensione del bollo scatta solo dopo che il passaggio di proprietà è stato trascritto al PRA (il Pubblico Registro Automobilistico), entro 60 giorni dalla cessione. Quando l'auto verrà poi rivenduta, il pagamento si riallineerà al mese della prima immatricolazione, per evitare mesi "scoperti" o scadenze confuse.
Meno errori tra le Regioni grazie al nuovo archivio ANTA
Capita spesso che il bollo venga versato per errore alla Regione sbagliata, magari dopo un trasferimento di residenza. Oggi questo significa rincorrere rimborsi e nuovi pagamenti. Con la riforma, sarà la Regione che ha incassato per sbaglio a dover girare direttamente la somma a quella corretta, senza che il contribuente debba muovere un dito.
A rendere possibile questo cambiamento sarà un archivio nazionale unico delle tasse automobilistiche, chiamato ANTA e gestito dal PRA, che dialogherà con gli archivi delle Regioni, delle Province autonome e dell'Agenzia delle Entrate per ridurre errori, doppi pagamenti e contenziosi.
Un tema ancora dibattuto
Una parte della politica, soprattutto nel centrodestra, continua a chiedere l'abolizione totale del bollo auto. Ma la questione è più complessa di quanto sembri: per le Regioni si tratta di un'entrata fiscale enorme. Il solo Piemonte, per fare un esempio, ha incassato oltre 536 milioni di euro dal bollo auto nel 2025. Abolirlo significherebbe trovare un altro modo per coprire quella cifra. Per ora, la strada scelta dal governo è un'altra: non eliminare la tassa, ma renderla più semplice da gestire.
Quando entra in vigore la riforma del bollo auto
Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 agosto 2026, ma il testo definitivo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fino a quel momento, alcuni dettagli potrebbero ancora essere modificati: quanto descritto in questo articolo riflette la versione attualmente nota del provvedimento, che entrerà pienamente in vigore dal 1° gennaio 2028.
In sintesi: bollo auto 2028 in 5 punti
- Il bollo auto non costa né di più né di meno: cambia solo la gestione
- Dal 2028 la scadenza segue il mese di immatricolazione, non più le finestre fisse di aprile/agosto/dicembre
- Chi ha già un'auto non cambia nulla
- Il fermo fiscale non blocca l'obbligo di pagare il bollo
- Nasce un archivio unico (ANTA) per ridurre gli errori tra Regioni
Non è l'abolizione che da anni una parte della politica chiede, ma un tentativo di rendere una delle tasse più discusse dagli italiani un po' meno complicata da gestire.
Domande frequenti sul bollo auto 2028
Il bollo auto costerà di più dal 2028? No. La riforma non modifica tariffe, criteri di calcolo o esenzioni. Cambiano solo le scadenze e le modalità di pagamento.
Da quando si applicano le nuove regole? Dal 1° gennaio 2028, e solo per le auto immatricolate da quella data in poi. Chi ha già un'auto in circolazione mantiene la scadenza attuale.
Le auto elettriche continuano a essere esenti dal bollo? Sì. L'esenzione di 5 anni dalla prima immatricolazione resta invariata, così come le altre agevolazioni nazionali.
Cosa succede se l'auto è sotto fermo fiscale? Il bollo resta comunque dovuto: il fermo amministrativo blocca la circolazione del veicolo, non l'obbligo di pagamento della tassa.